Litorali sabbiosi

Le spiagge e le zone costiere in genere sono ambienti sottoposti a continui cambiamenti e a condizioni ecologiche estreme, molto selettive sulle piante.

Il moto ondoso, l’aerosol marino, il vento e la forte insolazione agiscono come fattori limitanti che condizionano il grado di aridità ambientale, il tasso di salinità del substrato, l’accumulo o l’erosione dei sedimenti e la morfologia stessa del litorale, il quale di conseguenza è in perenne dinamismo.

Le piante svolgono un ruolo fondamentale nella formazione, nell’evoluzione e nella stabilizzazione dei depositi sabbiosi, intervenendo nella costituzione delle dune che da embrionali e mobili si consolidano progressivamente, diventando più alte e stabili man mano che ci si allontana dalla battigia.

Parallelamente allo sviluppo delle dune si osservano diverse specie di piante psammofile (dal greco psámmos = sabbia e phílos = amico) che corrispondono a precisi aspetti di vegetazione gradualmente più complessi.

Dopo la fascia di spiaggia più vicina al mare, completamente priva di vegetazione terrestre perché troppo salata e interessata dal moto ondoso, si insediano specie annuali pioniere, adatte alla salinità e alla sabbia sciolta, che svolgono un ciclo vitale brevissimo e scompaiono nei mesi estivi più aridi; tra queste vi sono ad esempio Cakile maritima, Euphorbia peplis, Matthiola tricuspidata.

Seguono, poi, in successione stadi di vegetazione gradualmente più evoluti, con piante erbacee perenni cespugliose, quali Agropyron junceum, seguiti da Ammophila arenaria, Echinophora spinosa, Eryngium maritimum. Queste piante trattengono bene la sabbia con i loro apparati sotterranei, permettendo l’innalzamento e il consolidamento delle dune.

La zona retrodunale, protetta dal vento e con suolo meno salato, ospita, invece, piante più esigenti, perlopiù legnose alla base, tra cui Crucianella maritima, Ononis ramosissima, Otanthus maritimus, Centaurea sphaerocephala, Pancratium maritimum.

Infine, sulle dune interne, più mature e stabili, si stabiliscono formazioni più o meno dense di macchia con varie piante arbustive, tra cui Juniperus macrocarpa e J. turbinataEphedra fragilis, Retama gussonei, Chamaerops humilis, ecc.

A causa dell'urbanizzazione incontrollata e dello sfruttamento dei litorali, le spiagge sono tra gli ambienti maggiormente minacciati e fortemente degradati che richiedono urgenti azioni di tutela.